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Birribaida. la riserva di caccia dell’imperatore L’area pianeggiante del Basso Belice, delimitata ad Est dal vallone Cavarretto, a Sud dal mare Mediterraneo, e ad Ovest dal crinale che da Capo Granitola arriva a Castelvetrano (antico confine con i feudi di Mazara ed il Priorato di Delia) e a Nord dall’antica strada che da Mazara conduceva a Manzil Sindi (attuale Santa Margherita Belice), oggi ricadente in gran parte dei territori dei comuni di Campobello di Mazara, Castelvetrano e Menfi, tolta alle popolazioni musulmane, è stata utilizzata come riserva di caccia dell’imperatore Federico II di Svevia, grazie soprattutto alla sua particolare orografia, alla ricchezza della vegetazione e all'abbondanza di cacciagione ivi presente . Una fertile pianura attraversata dai fiumi Belice e Modione (....) La presenza di cinghiali e di daini è confermata, almeno fino al XVII secolo, dalla descrizione di G. B. Noto che, a proposito del feudo di Belice, sottolinea: "colla porzione del bosco per onze 147 ogn'anno, và pure compresa in detta porzione della famosa macchia chiamata Margio rotondo, però individualmente reservata per la Caccia per divertimento dei Ss.ri Duchi ed a' lor permesso anche dei Ss.ri Vicere quandi han venuto in Castelvetrano per essere detta Macchia atta a trattenere i Porci Cignali benchè i Ss.ri Duchi in tutto il feudo di Belice e di tutto il bosco han riservato tal caccia come quella delli Daini assai voluttuosa in tempo dei Ss.ri Duchi, che si faceva nel bosco con certi lacci, corde e altri ordigni che si conservano nella stanza dell'armeria” |