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Torri ottagone angolari e mediane.
Catania Castelvetrano Andria Ipotesi progettuale
Un documento di età angioina pone Bellumvider nelle immediate vicinanze di Birribaida-Bellumreparium (Campobello), ciò fa ritenere al prof. F. Maurici che il castrum Bellumvider, inserito nella lista dei castra exmpta del 1239, sia ubicato nelle vicinanze di Castelvetrano. La ricerca parte da questi studi e viene approfondita con ulteriori ricerche archivistiche e documentarie, supportata anche da un attento rilievo dell’attuale palazzo Pignatelli, grazie alla disponibilità del Sig. G. Becchina, ha permesso di stabilire, che i resti medioevali contenuti nel palazzo sono di epoca federiciana identificabili con il castrum di Bellumvider. Un documento del 1271, conferma l’esistenza di un Castello a Castelvetrano in età angiona, assegnato a Giovanni da Lentini.
Palazzo ducale, interno della torre angolare di forma ottagonale dell'antico Castello svevo. Il rilievo ha evidenziato la presenza di diversi elementi architettonici di età sveva, quali: una torre angolare ottogonale con copertura a volta e costoloni; i resti di una torre mediana; il fossato a scarpa, caratteristiche architettoniche riscontrate in molti edifici federiciani. L’edificio risulta ruotato di 23.5°, rispetto all’asse Est –Ovest, angolo di declinazione terrestre impianto analogo a molti edifici federiciani. La formma rettangolare del nucleo centrale è ottenuta dall’accostamento di due rettangoli aurei, costruiti sul lato di 40 cubiti sacri, modulo riscontrato nel castello di Andria. Il castello di Bellumvider assieme al castello di Bellumreparum (Campobello) e la torre di Burgimilluso (Menfi), sono realizzati dall’Imperatore a servizio della riserva di caccia di Birribaida e a controllo di un vasto territorio abitato da popolazioni musulmane. Il castello di Bellumvider era di forma quadrilatera con quattro torri angolari e quattro mediane di forma ottagonale e costituisce l’anello di congiunzione tra il castello Ursino e il castello del Monte. La scoperta del castello svevo a Castelvetrano, arricchisce il panorama degli studi dedicati all’architettura sveva nell’isola, suggerendo una rivisitazione delle conoscenze storiche riguardanti la Sicilia nel XIII secolo.
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